phantomarika
Il mondo è caduto in tre settimane.
Un virus ha trasformato le persone in creature affamate, veloci, quasi impossibili da fermare. Le città sono diventate cimiteri silenziosi.
Da mesi nessuno vede più nessuno.
Dmitriy,ex pugile professionista.
Quando l'epidemia è esplosa, ha perso tutto in una notte.
Ora sopravvive da solo in una città devastata, usando ciò che sa fare meglio: resistere.
Aleksandr,militare scelto in una squadra mandata a contenere l'infezione.
La missione è fallita. La squadra è morta.
Lui è rimasto.
Addestrato a non provare paura, a non cedere, a non perdere il controllo.
Ma la solitudine è più pericolosa degli zombie.
Si incontrano per caso in un supermercato saccheggiato. Un rumore,un'arma puntata,uno scontro fisico brutale perché nessuno dei due si fida.
Dmitriy odia l'atteggiamento autoritario di Aleksandr.
Aleksandr odia l'imprevedibilità e la rabbia del pugile.
Decidono di separarsi.
Ma il mondo non permette di restare soli troppo a lungo.
Quando una mandria li circonda e sono costretti a fuggire insieme, capiscono una cosa:
sono gli unici due esseri umani vivi che abbiano visto da settimane.
Viaggiano insieme per necessità.
Litigano per ogni decisione.
Il militare vuole strategia.
Il pugile vuole istinto.
Ma nelle notti fredde, nei silenzi tesi mentre ascoltano i gemiti dei non-morti fuori dalle finestre sbarrate, qualcosa cambia.
Non è dolce.
Non è semplice.
È il modo in cui Dmitriy si mette davanti senza pensarci quando un infetto attacca.
È il modo in cui Aleksandr gli fascia le mani ferite senza dire una parola.
Tra loro nasce qualcosa di pericoloso quanto il mondo fuori:
bisogno.
Protezione.
Desiderio.