Vale-Art90
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Non tutte le stirpi appartengono a un solo popolo, né tutti i destini seguono un cammino già scritto.
Dall'unione di un hobbit del Decumano Ovest e di una donna di Valle nacque Elaria, fanciulla di bassa statura ma dallo spirito saldo, che recava nel cuore il canto della Contea e nel sangue la forza degli uomini. Dalla madre aveva appreso l'arte delle erbe e della guarigione, dal padre la meraviglia semplice delle cose minute; ma la sorte le riservò ombre, poiché in anni di crescente pericolo cadde prigioniera di Orchi e di uomini corrotti, adoperata come schiava e curatrice contro la sua volontà.
Fu allora che l'incontro con Thorin Scudodiquercia e la sua compagnia mutò il filo del fato. Liberata dalle catene, la giovane si unì al viaggio dei nani, accompagnata dal Mezzuomo Bilbo e dal Grigio Pellegrino. In lei si destò una forza insospettata: tra i monti e le foreste, nei giorni di fame e di battaglie, Elaria divenne voce di speranza, e le sue mani di guaritrice salvarono più di una vita.
Ma se il suo cuore trovava rifugio tra i canti e i fuochi della compagnia, esso si legava soprattutto a colui che meno sapeva mostrare affetto: Thorin, erede di Durin, il cui spirito era diviso fra amore per la sua gente e sete d'oro. In lui Elaria scorse non il re superbo, ma l'uomo ferito, e accanto a lui rimase persino quando l'Ombra della follia si fece più vicina.