RobinMid
🌑 Prologo
Il profumo era quello della legna bruciata.
La bocca impastata di cenere, come se avessi leccato il pavimento di un camino. Provai ad aprire gli occhi, ma la vista era annebbiata. Attorno a me, voci soffuse mormoravano segreti.
L'ultimo ricordo: il freddo dei ciottoli del porto, le ginocchia sbucciate e... Nicolaus. Poi, il buio. Una magia delle ombre, forse. Ero stata incantata.
La mente si aggrappava a pensieri confusi, e l'unica figura che riuscivo a evocare era il messaggero. Un conto in sospeso. Forse mi aveva rapita? Avevo ignorato il suo messaggio...
"Quando si sveglierà sarà un tuo problema."
"Sei coinvolto tanto quanto me." Una voce femminile, decisa ma non fredda.
"Ho fatto la mia parte, Antheia, e tu la tua. Il debito è saldato. Dovresti lasciarla qui."
"Va'. Aspetterò lui. Il mio compenso diventerà un debito se non si assicurano che sia viva."
Bene. Ero solo una questione di compensi.
Chi avrebbe potuto ordire un rapimento? Forse un nemico di mio padre? I mercanti avevano cominciato a temerlo, lo sapevo. Ma si sarebbero spinti così oltre?
Riaprii lentamente gli occhi. Una figura incappucciata era in piedi, immobile, accanto a una finestra. Accanto a me, due ginocchia fasciate da un pantalone in pelle scura, illuminate dalla luce calda del camino.
"Si sta svegliando. Non posso dire che sia stato un piacere, Antheia."
"La fiamma brucerà."
"La cenere cadrà. Addio."
La figura svanì nel buio.
"Svegliati. Dobbiamo andare."
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