httpfemmefatale
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«Sai, il bucaneve è chiamato anche "stella del mattino", perché è il primo fiore a sbocciare d'inverno. Cresce delicato nonostante il freddo che lo circonda, e così tu»
Elizabeth Seravalle non fa che nascondersi nei suoi libri, che esprimono tutto quello che lei non riesce a dire. Scrivere le sue storie è più facile che raccontarle, la voce non fa che bloccarsi in gola e le parole si fermano proprio sulla punta della lingua, ogni volta che sente di potercela fare.
Dopo l'incidente, riesce a esprimersi con poche persone, tra cui le sue due amiche più strette, Larissa e Olivia. La fanno sentire al sicuro, anche se non riescono a strapparle di dosso quella sgradevole sensazione, di essere sporca.
Non bastano i soldi, il prestigio della sua famiglia o il lusso da cui è circondata, dentro le sue mura è rea.
Zoya Morozova non ha mai avuto nulla, è scappata dalla Russia e ha trovato rifugio in una piccola cittadina. Si è dovuta fare spazio nel mondo con la forza e con i denti, e ha scoperto ben presto come funzionavano le cose da quelle parti.
Ha sempre avuto una sola passione: il pugilato.
Sul ring è indomabile e si è guadagnata il rispetto che desiderava, e una corsia preferenziale da mantenere se vuole fare carriera.
Sa di dover rigare dritto, ma ha un piccolo punto debole.
Lei. Ogni volta che sente il rumore del maledetto tintinnio dei suoi bracciali le si attorcigliano le viscere e non riesce più a mantenersi lucida.
Perché vige un'unica regola: non scoparsi la figlia di Antoine Seravalle, se vuoi continuare a combattere per lui.
E sono anni che la desidera.
Attenzione: questa storia contiene tematiche forti che potrebbero urtare la sensibilità di alcuni lettori quali discriminazioni, violenza, linguaggio forte e condotte moralmente discutibili. Inoltre contiene scene, temi e un linguaggio per un pubblico di adulti.