Elenco di lettura di SaraMariani7
2 stories
Non sono solo illusioni by MyAngie04
MyAngie04
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Leila ha 17 anni.17 anni passati tra alcool e psicofarmaci.17 anni di cui riporta le cicatrici. Leila vive in uno orfanotrofio dopo la scomparsa di entrambi i genitori. La madre morta di parto e il padre in un incidente stradale. La sua città sta attraversando un brutto periodo.Ogni bambina sui 3 anni muore improvvisamente e accanto ad ogni cadavere c'è una luce rossa.Sará forse uno spirito di Satana? No,Leila sa che nn è così.Quelle creature sono le stesse che popolano le sue visioni, i suoi incubi.Quelle stesse creature che compaiono nelle favole. Quelle creature che chiamano fate. ...................................................................... Dal libro <<Mi fa male la testa>> dissi con voce flebile. <<Ci credo dopo la pesante sbronza di stasera ,mi sembrava strano che non ti sentissi male>>disse lui dandomi qualche colpetto sulla testa. <<Perché lo fai?Bere ti fa sempre questo effetto>>. La domanda mi colse di sorpresa. <<Perché... perché è l'unico modo per dimenticare,per fermare quelle visioni ,mi fanno impazzire.Gli psicofarmaci non funzionano mi fanno solo perdere il controllo di me stessa>>. SPERO VI PIACCIA E MI RACCOMANDO COMMENTATE^_^
Il Sogno Paranormale: l'inizio della tragedia by clank29
clank29
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"Girai il viso alle mie spalle: l'oscurità copriva il nulla, quest'ultimo stretto a me lo sentivo seguirmi. Quando all'improvviso un trono di pietra e polvere si eresse sui miei passi. Salii a piedi nudi i gradini consumati verso l'alto cospetto di una presenza che ad ogni mio passo aumentava il proprio potere. Le gambe mi trasportavano senza che io potessi controllarle, ma alla fine non ero spaventato dal continuare. Quando il trono fu sotto i miei occhi rigidi, sebbene ancora non riuscissi a comprenderne il vero senso, mi resi conto a cosa stessi andando irreversibilmente incontro: i battiti del cuore cominciai a sentirli rallentati mentre incontrollabilmente mi sedevo su di quel duro sedile. Il respiro divenne affannò, gli occhi deboli di guardare ma aperti non per mia volontà. Mi sedetti con lo sguardo fermo davanti al vuoto in cui avevo camminato e solo in me stesso avvertii lo sgomento: ciò che avevo oltrepassato erano sagome deformate di persone lamentose e piangenti, forse avendo udito senza comprendere le loro urla di dolore. [...] Quella visione mi provocò una calma che mai avevo creduto di poter provare. Forse era il mio trono. Forse era la mia anima da umano. Forse, ancora, era la mia Vanessa che lontana mi pregava di perdonarla. Ma il fatto era che nulla di tutte queste ipotesi mi convinse. Ciò che mi rese sicuro della causa della estrema pace che mi rincuorava, fu la mia morte"