clank29
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"Girai il viso alle mie spalle: l'oscurità copriva il nulla, quest'ultimo stretto a me lo sentivo seguirmi. Quando all'improvviso un trono di pietra e polvere si eresse sui miei passi. Salii a piedi nudi i gradini consumati verso l'alto cospetto di una presenza che ad ogni mio passo aumentava il proprio potere. Le gambe mi trasportavano senza che io potessi controllarle, ma alla fine non ero spaventato dal continuare. Quando il trono fu sotto i miei occhi rigidi, sebbene ancora non riuscissi a comprenderne il vero senso, mi resi conto a cosa stessi andando irreversibilmente incontro: i battiti del cuore cominciai a sentirli rallentati mentre incontrollabilmente mi sedevo su di quel duro sedile. Il respiro divenne affannò, gli occhi deboli di guardare ma aperti non per mia volontà. Mi sedetti con lo sguardo fermo davanti al vuoto in cui avevo camminato e solo in me stesso avvertii lo sgomento: ciò che avevo oltrepassato erano sagome deformate di persone lamentose e piangenti, forse avendo udito senza comprendere le loro urla di dolore. [...] Quella visione mi provocò una calma che mai avevo creduto di poter provare. Forse era il mio trono. Forse era la mia anima da umano. Forse, ancora, era la mia Vanessa che lontana mi pregava di perdonarla. Ma il fatto era che nulla di tutte queste ipotesi mi convinse. Ciò che mi rese sicuro della causa della estrema pace che mi rincuorava, fu la mia morte"