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L'insicurezza è forse l'esperienza adolescenziale più universale: nasce spesso da sciocchezze, e poi si radica, scende sempre più in profondità, e troppo spesso divora vorace l'anima; allora, diventa odio rivolto all'interno, profonda convinzione di un'inferiorità che diventa "oggettiva". Canto al vento è il racconto - composto da frammenti poetici - di un ragazzo, della sua storia: quella di un adolescente che non riesce a vivere pienamente; sopravvive a malapena, si richiude in sé, terrorizzato del mondo, delle sue violenze, elargite gratuitamente a chi, come lui, è "diverso". Questa sua rassegnazione viene poi lentamente abbandonata, e comincia una lunga lotta che, mettendo in dubbio valori e priorità, alla fine porta ad una nuova vita. Felice? Non sempre, ma certamente vera e fondata sul timido ma sincero amore di sé.