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Astral - Il nostro piano by ValyBel78
ValyBel78
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🏆 WATTYS 2021 WINNER 🏆 Sofia abita a Milano, ha due amiche con cui segue le lezioni in università, Nadia e Fabiana, e un ragazzo che le piace da sempre, Mirko, ma la sua vita viene improvvisamente sconvolta quando si rende conto di essere in grado di uscire fuori dal suo corpo... Visita più volte un Piano diverso da quello fisico, chiamato Astrale, che lo completa, e nel quale lei riesce a muoversi liberamente mentre il suo corpo è addormentato, e fa la conoscenza di Rydios, un ragazzo etereo che cela un sentimento impossibile per lei. Il Piano Astrale è abitato da spiriti e creature che Sofia ignorava potessero esistere ogni giorno, invisibili, accanto a lei e a alle altre persone, attraverso i suoi viaggi involontari al di fuori del corpo, è costretta a rivalutare ciò che credeva di sapere su sé stessa e sul mondo. Divisa tra due amori di differente intensità, Sofia dovrà fare i conti anche con la magia, e con una minaccia senza precedenti, proveniente dall'altro Piano, che potrebbe cambiare ogni cosa per sempre. Misteri, sentimenti, e spiritualità, in un autentico viaggio, fantasioso e romantico, ai confini tra il reale e l'irreale.
Obbligo o Verità? by LaviniaAzzaretti
LaviniaAzzaretti
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ABSTRACT Sognava il successo, i concerti negli stadi, gli applausi, i dischi di platino e le premiazioni ai Grammy. Peter sognava la musica, e lo faceva in grande. Niente di ciò fu mai realizzato e il suo ricordo visse solo nella mente dei componenti della sua band... e in Eloise, la giovane chitarrista del gruppo con una cotta un po' troppo evidente per Peter. ESTRATTO Abbassò lo sguardo e appoggiò i suoi meravigliosi occhi su di me. Non riuscii a trattenermi dall'avvicinarmi a lei e darle un bacio sulla guancia. "Ci vediamo domani Elle" le sussurrai. Sapevo l'effetto che le facevo. Anche lei mi faceva un certo effetto... il mio cuore tremava sopra di lei. Era bellissima. Sussultò e tra i denti, un po' intimidita, tentennò un "a domani" e uscì velocemente dalla macchina, chiuse la portiera e corse sotto la pioggia verso la tettoia all'ingresso di casa. Restai a guardarla mentre apriva la porta e lì, ancora avvolto dalla leggerezza e spensieratezza di Eloise, dalla sua bellezza, della semplice conversazione che avevamo appena avuto, parcheggiato davanti a casa sua, sotto la fredda pioggia di Portland, mi misi a pensare. Era appena passata un'altra giornata di scuola, un'altra giornata della mia vita in cui non mi sentivo niente di più di quello che ero il giorno prima. Un'altra giornata che mi sembrava sprecata e in cui avevo semplicemente finto che andasse tutto bene, finto di essere ancora Peter, di non avere i giorni contati: Peter che suona, che canta, che conosce tutti a Portland, che fa il simpatico, che ama stare al centro dell'attenzione, che ha solo diciotto anni. Peter che stravede per l'incredibile bellezza degli occhi di Eloise. Peter che non ha un tumore al cervello... Peter che non sta per morire. E sotto quella pioggia, con le mani messe sul volante, con l'auto parcheggiata di fronte alla casa della ragazza più bella di tutta la mia vita, mi sentivo un bambino con una grandissima voglia di piangere. E piansi.