_sb_27
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Zoe osserva il mondo da bordo campo.
Scrive, prende appunti, resta un passo indietro.
Madison invece vive nel centro del rumore: capitano della squadra di basket, corpo allenato, sguardo che non chiede permesso.
Quando si incontrano, non succede nulla di eclatante.
Solo sguardi che durano un istante di troppo.
Frasi dette a metà.
Distanze che sembrano sicure finché non iniziano a tremare.
A bordo campo è una storia di attesa, di corpi che si muovono e parole che restano indietro.
Una storia su ciò che accade quando smetti di guardare la partita giusta
e cominci a guardare la persona sbagliata.
«Sei consapevole di quello che stai facendo?»
chiede, la voce più bassa, quasi persa nella musica.
La guardo negli occhi.
Non c'è sfida.
Solo una domanda vera.
«Sto ballando,» rispondo.
Le sue labbra si piegano in un mezzo sorriso.
«Non solo.»
Inclino la testa, senza smettere di muovermi.
«Allora forse sei tu che guardi troppo.»