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Quando erano bambini, Minho e Han erano inseparabili.
Passavano le giornate insieme sul tetto del piccolo quartiere di Seoul a guardare le stelle, facendo promesse che sembravano eterne. Prima che Minho fosse costretto a trasferirsi improvvisamente a New York con la sua famiglia, i due si scambiano un braccialetto con una piccola stella argentata.
"Anche se ci perdiamo, ci ritroveremo sempre."
Per Minho quella promessa diventa tutto.
Per Han... col tempo diventa solo un ricordo sfocato.
A New York, Minho cresce in una casa fredda, soffocato dalla pressione del padre, dalle aspettative familiari e da una solitudine che lentamente lo distrugge. Non riesce mai davvero ad adattarsi. Gli attacchi di panico iniziano a diventare sempre più frequenti e nelle notti peggiori l'unica cosa che lo calma è stringere il braccialetto che Han gli aveva lasciato anni prima.
Non dimentica mai niente:
il sorriso di Han,
la sua voce,
le loro promesse,
il modo in cui rideva troppo forte.
Così, appena compiuti diciotto anni, Minho torna in Corea con un solo obiettivo:
ritrovare Han.
Ma il ritorno non è semplice.
Han ora ha diciassette anni, frequenta una scuola d'arte ed è diventato il cuore rumoroso del suo gruppo formato da Felix, Seungmin e Jeongin. È un musicista del club scolastico, solare, impulsivo e apparentemente felice.
Eppure tiene ancora quel vecchio braccialetto chiuso in un cassetto.
Non sa perché non riesca a buttarlo via.
Minho si iscrive nella stessa scuola grazie all'aiuto di Bang Chan, Hyunjin e Changbin, che diventano il suo nuovo punto fermo in Corea e cercano di aiutarlo ad avvicinarsi lentamente ad Han senza distruggere tutto troppo in fretta.
Perché Han non lo riconosce.
O almeno... non completamente.
Ma qualcosa in Minho lo destabilizza fin dall'inizio.
Il modo in cui lo guarda.
Il modo in cui sa già cosa gli piace.
Il modo in cui sembra conoscerlo meglio di chiunque altro.
E Minho, nonostante il dolore, decide di aspettare.