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Nel 2025, il calcio marocchino apre una nuova era. Con l'addio dei veterani, la maglia dei Leoni dell'Atlante passa a una generazione giovanissima, talentuosa ma fragile, chiamata a sostenere il peso delle aspettative di un intero Paese. Per guidarli, il CT Walid Regragui prende una decisione discussa: affidarsi a una mental coach di appena diciannove anni, Aya Bamo.
Aya è nata e cresciuta a Rabat, in una famiglia che le ha permesso di studiare e credere in se stessa. È solare, determinata, professionale oltre la sua età. Ama la musica, le risate con la sua migliore amica Camilla e la normalità delle piccole cose. Ma ciò che la rende davvero forte è la sua fede: Allah è il suo punto fermo, una presenza costante che la guida senza mai imporle nulla. È questa calma interiore che, già dal Mondiale 2022, le ha permesso di farsi rispettare anche dai campioni.
Durante il ritiro, Aya nota subito Bilal, stella del centrocampo. In campo è sicuro, ordinato, decisivo. Fuori, con i compagni, è ironico e luminoso. Ma davanti ai riflettori si chiude in una timidezza profonda, come se il mondo gli chiedesse di essere qualcuno che non sente di essere. Anche per Bilal la fede è tutto: lo mantiene umile, ma non lo protegge dalla paura di deludere.
Aya capisce che con lui non servono schemi mentali, ma comprensione. Il loro rapporto cresce lentamente, fatto di silenzi, sguardi e valori condivisi. Mentre la Coppa d'Africa si avvicina e la pressione aumenta, Aya diventa l'unica capace di proteggere la sensibilità di Bilal e aiutarlo a portare in campo la sua vera luce.
In un mondo che pretende maschere e perfezione, Aya e Bilal scopriranno che la sfida più difficile non è vincere, ma avere il coraggio di restare se stessi.