Anidrama
Ci sono luoghi che non appartengono interamente alla geografia, ma alla soglia. Non si trovano: si riconoscono. Si ergono in silenzio ai margini dell'abitudine, dove il mondo consueto si assottiglia e lascia filtrare ciò che non è destinato a tutti.
Sulla collina che domina il borgo di THIENE sorge una casa che non fu costruita per essere soltanto abitata. Le sue fondamenta affondano in un disegno più antico delle sue mura, e le sue stanze custodiscono un ordine che non coincide con quello del tempo umano. Non è un luogo di rovina, né di maledizione: è un punto di custodia.
Da generazioni, il paese ne avverte la presenza senza interrogarla. Si vive altrove, si guarda altrove. Eppure, quando il crepuscolo tinge il cielo di rosso e l'aria si fa più sottile, qualcosa nella collina sembra destarsi: un canto lieve, un riflesso inatteso, il battito regolare di un orologio che misura un'attesa.
Si parla di una bambina. Non come si parla dei fantasmi, ma come si parla dei guardiani. La chiamano La Nina. Alcuni sostengono che appaia nei sogni, altri che il suo volto si intraveda nello specchio della casa quando la luce si inclina in un certo modo. Nessuno, tuttavia, afferma di averne compreso del tutto il compito.
Questa è la storia di una dimora che veglia, di una fiamma che non deve spegnersi e di un varco che resta aperto solo per chi è disposto a vedere oltre la superficie delle cose. Non vi è terrore in ciò che attende sulla collina, ma scelta. Non vi è dannazione, ma responsabilità.
E ogni responsabilità, prima o poi, reclama il suo custode.