Eira_2026
Castel Nero, settembre duemilaotto. Alice ha diciassette anni, un padre morto troppo presto, una madre che non sa amare se non attraverso il caffè della mattina, e un piano preciso per la propria vita: il diploma con cento, l'universita, andarsene.
Poi arriva Luca.
Romano, diciannove anni, una cicatrice sul braccio e una zia che lo ha mandato in paese perché a Testaccio stava finendo male. Luca non chiede permesso, guarda
Alice una volta sola, in piazza, e le dice che è un labirinto, e che ha deciso di perdercisi.
Quello che segue è un autunno di pomeriggi rubati, di docce che diventano gemiti, di un bilocale al primo piano sopra il bar che diventa una casa, poi una tana, poi una gabbia. E la prima volta di tutto. E l'amore che insegna, e l'amore che ferisce. È il modo in cui ci si lascia entrare da qualcuno fino a non sapere più dove finisce lui e dove comincia il proprio nome.
Ma a Castel Nero arriva anche un'ombra. E l'ombra ha gli occhi che calcolano, e una panchina dove aspetta.
Il mio labirinto è il primo libro di una trilogia sulla memoria del corpo, sulle cose che si insegnano e non si imparano, e su quello che resta, una chiave d'ottone in fondo a un cassetto,quando tutto il resto se n'è andato.