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𝐄𝐥𝐢𝐬𝐚𝐛𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐄𝐯𝐚 𝐀𝐥𝐯𝐚𝐫𝐞𝐳 ha diciannove anni, ma vive come se dovesse dimostrare continuamente di meritarsi ogni cosa.
Studentessa di moda all'Università di Torino, si è costruita una vita da sola, lontana da un nome che pesa più di quanto protegga. Il padre, un avvocato influente, vorrebbe vederla seguire una strada già scritta. Lei invece ha scelto il caos della moda, dei lavori part-time, e della fatica quotidiana di non dipendere da nessuno.
Non cerca la perfezione. Cerca di farsi vedere. Di arrivare dove nessuno si aspetta che possa arrivare.
𝐊𝐞𝐧𝐚𝐧 𝐘𝐢𝐥𝐝𝐢𝐳 vent'anni, è tutto ciò che lei detesta senza nemmeno volerlo ammettere.
Giovane stella della Juventus, vive per il calcio e per tutto ciò che lo circonda. Ambizioso, impulsivo, sicuro di sé fino all'eccesso, è abituato a essere osservato, seguito, desiderato. Non si lega facilmente a nulla che non sia il campo. Il resto, per lui, è solo rumore.
Quando i loro mondi si incrociano, non c'è equilibrio. Solo attrito.
Lei lo vede come il simbolo di tutto ciò da cui vuole distaccarsi: privilegiato, intoccabile, troppo abituato a non dover lottare per essere visto.
Lui la vede come una ragazza troppo orgogliosa per essere ignorata, troppo affilata per essere controllata.
È odio immediato.
È scontro continuo.
È provocazione che diventa abitudine.
Lei non abbassa lo sguardo.
Lui non smette di provocarla.
E ogni volta che si trovano nella stessa stanza, il confine tra fastidio e attrazione si fa sempre più fragile.
In una Torino fatta di ambizione, apparenze e successo, Elisabetta e Kenan non sono destinati a capirsi.
Sono destinati a sfidarsi.
E forse, proprio per questo, a non riuscire più a ignorarsi.