AmoreePsichee
Anemone si sente alla deriva, come una foglia trascinata dalla corrente, prigioniera di un passato che le pesa sulle spalle e di ferite che nessuno vede, ma che lei sente bruciare sotto la pelle. Ogni passo sembra un tentativo fallito di risalire in superficie, ogni giornata è una lotta silenziosa contro il vuoto che la divora. Si è abituata alla solitudine, alla paura di essere troppo fragile per essere amata davvero.
Poi incontra lui. Diverso, distante, segnato a sua volta da cicatrici che non racconta. Non è il salvatore che lei sognava, né l'eroe delle storie che si raccontano per addormentarsi. È ruvido, a tratti scostante, eppure nei suoi occhi c'è qualcosa di familiare, un'eco della stessa tempesta che agita il cuore di Anemone. È l'unico che riesce a guardarla senza giudizio, senza pietà. Solo con comprensione.
Il loro amore non è facile. È fatto di silenzi carichi di cose non dette, di notti in cui il peso dei ricordi si fa insopportabile, di mani che si sfiorano e poi si allontanano, come se avvicinarsi troppo fosse pericoloso. Si fanno male, a volte. Si perdono, si cercano, si respingono, ma ogni volta tornano l'uno dall'altra, come se il loro dolore parlasse la stessa lingua.
Eppure, nonostante le crepe, nonostante le paure, qualcosa cambia. Lentamente, lui le insegna che non è rotta, che non è condannata a sprofondare. E lei gli mostra che anche lui merita di essere amato, nonostante tutto. Si tengono in piedi a vicenda, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, ricostruendosi l'uno attraverso l'altro.
Non è una storia perfetta. Non è una favola. Ma è reale, ed è loro. E, in qualche modo, li salva entrambi.