smartassbackintown
Collins Potter è il tipo di ragazzo che non ha mai avuto bisogno di urlare per farsi sentire. Capelli biondi sempre in ordine, felpe del college e uno sguardo che dice ho tutto sotto controllo anche quando non è vero. Fin dalla prima elementare è stato lì, accanto a Kit, il migliore amico, il compagno di squadra, la persona più costante della sua vita. E fin dalla prima elementare ha imparato una cosa sola: come non farlo vedere. "Non mi interessano le relazioni alla mia età" è la frase che ripete da anni, con una tranquillità così convincente che ormai ci crede pure lui. O almeno, ci prova. Perché Collins sa già tutto di sé, sa chi è, sa che la sua famiglia lo accetterebbe senza battere ciglio, ha visto come hanno accolto sua sorella. Non ha paura di sé stesso. Ha paura solo di lui. Di rovinare l'unica cosa che conta davvero.
Kit Ainsworth è rumore, movimento e contraddizione. Sempre il primo a ridere, il più sfacciato in campo, quello che occupa lo spazio come se il mondo gliene dovesse ancora. Fuori è esattamente quello che sembra: carisma facile, battute pronte, mani sempre in tasca e un sorriso che disarma chiunque. Ma dentro c'è qualcosa che non riesce ancora a guardare in faccia. Kit sa di non essere solo attratto dalle ragazze. Lo sa da abbastanza tempo da aver imparato a ignorarlo. Perché dirlo ad alta voce significherebbe renderlo reale, e renderlo reale significherebbe fare i conti con tutto quello che comporta, con le aspettative, con gli occhi addosso, con il rischio di perdere qualcosa. O qualcuno. Quindi fa casino, segna canestri e tiene tutti a distanza giusta. Tutti tranne Collins. Collins è l'unico con cui non ci riesce mai del tutto.
Dieci anni di amicizia, di spalle contro spalle e gomitate in campo. Dieci anni in cui Collins ha tenuto tutto fermo dentro di sé, e Kit ha tenuto tutto sepolto sotto la superficie.
Fino a quando non riesce più.