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Avery Reed vive per il ghiaccio.
Ma non per l'hockey.
Lei danza su quella superficie lucida e fragile, trasformando il freddo in arte. Per suo fratello Travis, invece, il ghiaccio è battaglia, adrenalina, scontro. Due mondi opposti, uniti dallo stesso rumore di lame che fendono l'aria.
E anche se Avery detesta l'hockey - troppo violento, troppo caotico - non si perde mai una partita del fratello.
Fino a quella sera.
Una carica troppo forte, una caduta terribile, e in un istante tutto cambia: frattura alla gamba, trauma cranico, sirene, ospedale.
Da quel momento, per Avery il ghiaccio non è più casa. È paura.
E lei giura che non ci tornerà mai più.
Durante la lunga riabilitazione del fratello, per stargli accanto, si trasferisce nella confraternita universitaria dove vivono i compagni di squadra.
Un incubo di ghiaccio, sudore e rumorosi ragazzi dell'hockey.
E in mezzo a loro, Cole Maddox: il capitano, arrogante, carismatico, con un sorriso sicuro e uno sguardo che non riesce a decifrare.
Avery lo vorrebbe ignorare - e Cole sembra divertirsi a provocarla - ma dietro la sua sicurezza c'è qualcosa di incrinato. Un segreto, forse. O una colpa che lo tiene sveglio la notte.
E, poco a poco, senza nemmeno accorgersene, Avery scopre che l'unico ragazzo che incarna tutto ciò che odia del ghiaccio... è anche l'unico che riesce a farle desiderare di tornarci.
Solo che tornare non significa solo rimettere i pattini.
Significa affrontare ciò che ha perso, ciò che teme - e ciò che sente per lui.