bemymalfoy
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Sento il freddo sulla pelle quando mi appoggio al muro di mattoni grigi e sporchi, pieni di scritte idiote e senza senso. Mi muovo silenziosamente, nascosta dalle ombre nere dei palazzi e avanzo nel buio, seguendo quell'odore che fa tornare in me quell'istinto primitivo, quello di un animale, e ne trovo la fonte.
La preda cammina tranquilla, le mani nelle tasche dei pantaloni, ignara del pericolo che sta correndo ed io la seguo, non la perdo di vista.
Sento il sangue scorrere nelle sue vene, un richiamo che non posso non ascoltare e sento la punta dei canini pungere sulle labbra, sento la fame.
È semplice ingannarlo, qualche parola dolce e un sorriso bastano per convincerlo e trascinarlo in un cunicolo in cui la fioca luce di un lontano lampione lo illumina a malapena.
Una risata, una carezza. M ritrovo con le spalle al muro, il viso sollevato per far sì che lui veda ciò che sono realmente.
I canini tornano a pungermi le labbra, vene scure compaiono sotto gli occhi, ora iniettati di sangue.
La sua espressione diventa stupita mentre si accorge di ciò che sta succedendo ma per lui è troppo tardi: mi alzo sulle punte, porto la bocca al suo collo e mordo l'arteria. Non ha più scampo.
Succhio il sangue e la mia preda si accascia, privo di vita ma continuo, non riesco a placare la fame e bevo fino all'ultima goccia che rimane di quel liquido rosso che rimane come un marchio sul mio viso, testimonianza di ciò che è successo.
So come coprire il segno, come giustificare la sua morte, mi basta tagliarli la gola simulando un aggressione da parte di uno sconosciuto.
Osservo il corpo nella semi-oscurità, il viso giovane, il fisico atletico, la felpa dell'università.
Un povero ragazzo strappato dal mondo da qualche tizio ubriaco e con problemi di rabbia è ciò che diranno al telegiornale e su i quotidiani ma io conosco la verità.
Un giovane ragazzo strappato dal mondo da una creatura bellissima ma che rimane comunque un mostro. Da me. Da un vampiro.