justmadelyn__
Lei, figlia di un fioraio, riceve ogni mese una rosa nera da un mittente anonimo. Lui, rampollo di una famiglia criminale, la osserva da anni, convinto che lei sia l'unico fiore puro nel suo giardino di sangue. Quando la verità sul suo passato viene alla luce, lei capisce che lui non le sta solo inviando fiori... ma messaggi.
All'inizio, la rosa nera sembrava solo un gesto bizzarro. Ogni primo del mese, la trovava sulla soglia del negozio di suo padre, perfettamente avvolta in carta velina scura, sempre con lo stesso biglietto: nessuna parola, solo una piccola iniziale incisa a mano: "K"
Non sapeva da dove venisse, chi la lasciasse, o perché. Ma ogni volta che la prendeva tra le mani, un brivido le scivolava lungo la schiena. Non era paura... era come un richiamo.
Lui la osservava da lontano. Sempre. Dal finestrino di un'auto, da un tetto, dalla folla. Non osava avvicinarsi, ma sapeva tutto di lei: come si toccava i capelli quando era nervosa, come guardava il cielo prima di piangere. Non aveva mai voluto coinvolgerla, ma non poteva più restare nell'ombra.
Quando suo padre scompare in circostanze misteriose, lei scopre un vecchio quaderno nascosto tra i libri del negozio. Dentro, nomi, cifre, pagine strappate... e di nuovo quell'iniziale: "K"
Inizia a capire che le rose non erano semplici omaggi, ma avvertimenti. Messaggi. Protezioni.
E quando finalmente lo incontra - occhi scuri, presenza tagliente come una lama - capisce due cose:
non è mai stata al sicuro
E non potrà mai più tornare indietro.