tipacaso
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«Lesbia parla male di me e non smette mai
Maledetto me se Lesbia non m'ama.
Come lo so? Perché anch'io faccio cosí, non smetto mai di insultarla, e maledetto me se non l'amo.»
Camelia Winsett ha appena compiuto diciassette anni... ma della sua vita, ormai, sembra non avere più il controllo.
Le uniche cose a cui riesce ancora ad aggrapparsi sono i libri e i suoi due migliori amici, Victoria White e Alexander Fisher. Timida e impacciata, con quei suoi occhiali rotondi che le sono valsi fin troppe battute sulla somiglianza con Harry Potter, Camelia è sempre stata il tipo di persona che preferisce restare nell'ombra. È quella che resta in disparte. Che osserva e che non reagisce. Nemmeno quando dovrebbe.
Il suo nome, insolito per una ragazza cresciuta in Canada, è stato scelto da sua madre, Caroline. Un nome delicato. Quasi fragile. Proprio come lei.
Poi arriva il cambiamento. Il lavoro di suo padre, Matthew, che la costringe a cambiare scuola. E lì tutto sembra incrinarsi, dove diventa il bersaglio perfetto di due bulli. Ma loro non sono l'unico problema. Perché nello stesso momento arriva anche Austin Hughes. Diciotto anni, occhi verdi e la pelle segnata da tatuaggi che sembrano raccontare storie che nessuno dovrebbe conoscere. Austin non è solo diverso. Austin è... sbagliato.
Tra lui e Camelia nasce subito qualcosa di violento, tagliente. Non è semplice antipatia. È come se si riconoscessero.
E forse è proprio questo il problema.
Le coincidenze iniziano a diventare troppe.
Le distanze, sempre più sottili. Fino a quando il confine tra odio e bisogno smette di esistere. Ma avvicinarsi significa vedere. E vedere significa scoprire.
Segreti.
Bugie.
Verità che sarebbe stato meglio lasciare sepolte.
Perché alcune persone non sono ciò che sembrano. Alcune ferite non guariscono.
E quando la verità verrà a galla, sarà troppo tardi per tornare indietro.
Perché questa non è una storia d'amore.
Perché il freddo non riscalda, non lo ha mai fatto.