ops08ale
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Il cielo sopra Barcellona aveva lo stesso blu dei suoi sogni, quello che guardava dalla finestra della sua cameretta a Milano, quando il calcio era ancora solo una promessa sussurrata a bassa voce. Alessia lo fissava dal finestrino del taxi, fissava quella città, il suo sogno, il viso teso, le mani sudate. Aveva vent'anni, era arrivata tardi rispetto a tante altre, ma il sogno era troppo grande per lasciarsi spaventare.
Lei era lì. Al centro sportivo del Barça. Era tutto vero.
Il cuore sembrava battere con il ritmo di un tamburo tribale quando varcò l'ingresso con la valigia e la borsa d'allenamento. Non era una campionessa - non ancora. Ma aveva fame, piedi buoni e una determinazione che nessuna panchina le avrebbe mai spento.
E poi c'era lei.
Alexia Putellas.
Il suo idolo. La donna incollata su ogni parete della sua stanza da quando aveva quattordici anni. L'unica che riuscisse a farle tremare le ginocchia con un video su YouTube, l'unica che fosse entrata nei suoi sogni senza nemmeno saperlo.
Non sapeva se voleva diventare come lei o semplicemente starle accanto.
Forse entrambe le cose.
E adesso, tutto questo, stava per succedere davvero.