alessandro_di_biasio
Lucien Vallon vive di parole che non gli appartengono.
Scrive lettere per chi non sa farlo, dà voce alle emozioni degli altri mentre le sue restano chiuse in un cassetto, mai spedite.
Ogni giorno apre lo studio all'alba, tra il profumo di carta e inchiostro, e ascolta storie che non gli saranno mai destinate.
Camille Duret, invece, vive in una casa dove tutto è disciplina: lezioni di violino, etichetta, silenzi eleganti.
È gentile per dovere, affilata per autodifesa, e ogni nota che suona sembra un gesto imposto dalla famiglia a cui appartiene.
Non dovrebbero sfiorarsi.
Non dovrebbero neanche pensarsi.
Eppure, tra un saluto mancato e una parola trattenuta, qualcosa si insinua negli spazi che nessuno guarda.
Un amore che nasce piano, in silenzio.
E che rischia di morire allo stesso modo.