Elenco di lettura di Gigapope18
3 قصص
1453 بقلم Gigapope18
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    فصول 53
Primavera del 1453. Costantinopoli è assediata da centocinquantamila Ottomani. Sulle mura, settemila difensori resistono contro l'impossibile. Sette giovani sconosciuti, giunti per caso nella città, si incontrano in una taverna del porto. Vengono da terre diverse, ma il destino li trasforma in fratelli d'arme. Sotto il comando di Giovanni Giustiniani Longo, combattono per cinquantatré giorni contro i cannoni del sultano Mehmed II. Il 29 maggio, all'alba, le mura crollano. Nel caos dell'ultima battaglia. I loro nomi si perdono nella Storia insieme a cinquemila altri difensori. Alcuni sopravvivono e fuggono su navi diverse, portando con sé la memoria di quell'ultima primavera quando sette sconosciuti difesero insieme l'aquila morente di Bisanzio. O forse no....
Glaudius Sum بقلم Gigapope18
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    فصول 8
Alexios Antonio, nato nel 300 d.C. da padre greco e madre romana, si converte al cristianesimo a diciotto anni grazie all'Editto di Milano. Diventa legionario nella Regio XI Transpadana, dove incontra Camulos, guerriero gallico di Rigomagus. I due combattono insieme numerose battaglie, diventando amici fraterni. Quando le condizioni disumane dell'esercito diventano insopportabili, disertano e fuggono a Quadratae in cerca di libertà. Lì iniziano una nuova vita: Alexios si dedica alla fede, Camulos coltiva la terra. Due gladii fracti-spade spezzate-che hanno scelto la pace sopra l'impero.
L'assidio de Famagosta - la caduda de la forteza de Cipro - بقلم Gigapope18
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    فصول 10
Luio 1570. La armada otomana de Lala Mustafa Pasha la compare a l'orizonte de Cipro e el mar el deventa nero de vele. Famagosta, ultima piazaforte veneziana su l'isola, la se sera su se stessa e la comencia ad aspetar. Zuane Morosini, soldà venezian de stazion su la città, el conta in prima persona i quatordexe mesi del assedio più longo e desperà del Mediteraneo del Cinquecento. No l'è la voxe de un condotier né de un cronista - l'è la voxe de un omo qualunque che ga fame, che ga paura, che vede morir i compagni uno per uno e el continua a star in pie perché no gh'è altro da far. Colo lui, Nadalin da Chioza - giovine, ingenuo, tenasso - e le figure storiche de Astorre Baglioni e Marcantonio Bragadin, ritrati senza retorica: un comandante che more de malaria dopo aver dà i ordini fina a l'ultimo, un proveditore che camina su le mure disfate co la veste rossa ancora adosso. Venezia no manda soccorsi. Le letere del Senato le promete, le rimanda, le tase. La città la se svoda de viveri, de polver, de omeni. I bastioni i cade uno per uno. E quando la resa la riva - onesta, acordada, firmada - la dura el tempo de una matina de agosto prima che Mustafa la stravolza in massacro. Scrito in venezian del Cinquecento, ne la lengua viva dei soldai de la Serenissima, Memoriale de Famagosta l'è un raconto de resistenza e de sconfitta - no una storia de eroi, ma de omeni ordinari consumai da una guera più granda de lori. Zuane el sopravive, el torna a Venezia, el trova la città uguale a come la l'aveva lassada - e questo, più de ogni altra cosa, l'è quel che no riesce a perdonar.