Astra_Maris
Spin-off Natale
Torino, 1906.
All'inizio dell'inverno dell'anno precedente, Louis aveva lasciato definitivamente la Francia per stabilirsi da Giorgio, conte di Barolo, nella tenuta di città, a pochi km da Torino. Ufficialmente era un ospite, un amico caro accolto per spirito di ospitalità; di fatto la sua presenza aveva da subito ridisegnato gli spazi e i ritmi della casa. Davanti al mondo, alla servitù, ai vicini, ai parenti attenti alle apparenze, Giorgio e Louis erano soltanto due uomini legati da una profonda amicizia, atipica e viscerale. Eppure, quando calava la sera e le porte della casa si chiudevano, finivano sempre per condividere la stessa camera, lo stesso letto, come se quella fosse l'unica disposizione naturale delle cose, del loro mondo, della loro vita.
Per Louis il soggiorno in Italia aveva segnato un momento di svolta per la sua carriera. I suoi quadri, dipinti in silenzio nelle stanze luminose della tenuta, avevano iniziato a circolare tra Torino e Milano, trovando spazio in numerosi salotti colti e in piccole esposizioni private. La critica parlava di una sensibilità nuova, di una luce insolita nei suoi paesaggi e nei suoi ritratti; alcuni collezionisti avevano già acquistato le sue opere, e ormai quel nome, Louis Girard, cominciava a essere pronunciato con rispetto negli ambienti artistici. Giorgio osservava il successo del suo compagno con un orgoglio discreto.
Tra le mura della casa il legame più spontaneo e dolce che Louis aveva instaurato, oltre quello con Giorgio, era quello con Luigi, il figlio del conte. Il bambino, di appena quattro anni, lo seguiva ovunque, attratto dai colori, dall'odore della pittura, dai gesti lenti del pittore. Seduto sul pavimento, Luigi aveva già iniziato a sporcarsi le dita di tempera, tracciando segni sui fogli, animato da un naturale desiderio di creare. Louis lo incoraggiava con tenerezza, vedendo in quei giochi infantili un talento ancora informe e, senza dirlo, un modo per sentirsi parte di quella fa