silvyescritora
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Questa storia nasce da due suggestioni: il cimitero di Pere Lachaise dove la narratrice incontra la giovane Martine Deschamps, morta a vent'anni il 28 maggio 1871, e lo storico locale Cremerie Polidor, dove, in un pomeriggio di pioggia mentre il grammofono diffondeva la romanza di Fra Diavolo di Auber, la incrocia ancora.
La vede entrare nella Cremerie, fradicia di pioggia, e dirigersi verso un piccolo gruppo di donne, lei borghese loro operaie; si presenta come la fidanzata del militante Eugéne le Jacobin e vuole diventare attivista collaborando con la nascente Unione delle donne.
É il 17 marzo 1871, il giorno dopo sarebbe nata la Comune di Parigi.
Il 28 maggio successivo, in un bagno di sangue, tutto finirà.
Un sogno d'amore e di rivoluzione che dura da gennaio a maggio. Amore contrastato, per estrazione sociale, ma mai sereno neanche tra gli amanti, dilaniati dal conflitto tra le diverse aspirazioni di Martine ed Eugéne. Martine si scopre rivoluzionaria, ma la sua priorità è il matrimonio; Eugéne ama la sua donna, ma la priorità è quel momento clamoroso, unico e irripetibile: la Comune.
La Comune di Parigi è una enorme avventura che emoziona, ma l'incredibile odissea che è la storia d'amore dei due protagonisti è capace di commuoverci.
Martine, da ragazza borghese, saprà combattere insieme alle altre donne di Parigi?
L'amore riuscirà ad ammorbidire la dura scorza del rivoluzionario Eugéne?
Conciliare i rispettivi mondi, le rispettive aspirazioni, non sarà semplice per Eugéne e Martine, perché il tempo a loro disposizione scorre in un inesorabile conto alla rovescia.
Ma, arrivati alla fine del racconto, non possiamo fare a meno di coltivare una illusione: saranno morti davvero insieme, nella data segnata sui loro sepolcri?
Se ci lasciamo trasportare dalle suggestioni di Parigi, potremmo scovare un manoscritto in una libreria colma di antichità di nessuna importanza, e, con sorpresa, scoprire che la sorte ha dato loro un'altra chance.