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A Seoul, Kook è il più giovane del suo gruppo... e anche il più amato. Non solo dai fan, ma anche dai membri stessi, che ormai sono abituati alla sua energia travolgente, al suo modo di affezionarsi troppo in fretta e a quel sorriso che sembra sciogliere qualsiasi tensione.
(Kang Jiwon)
È famoso, sì - incredibilmente famoso. Ma non si comporta mai come se lo fosse davvero. Si perde ancora a parlare con lo staff, ride per cose stupide e ha la tendenza a seguire gli altri membri come se avesse sempre bisogno di qualcuno accanto.
Sul palco è magnetico.
Fuori, è semplicemente... Kook. Dall'altra parte c'è Yoon Ara.
Trainee da anni, sì... ma tutt'altro che spenta. Ara è luminosa a modo suo: sorride facilmente, trova il bello anche nelle giornate più pesanti e ha un'energia tranquilla che non ha bisogno di essere rumorosa per farsi notare. Non è invisibile - è solo... sottovalutata.
Si incontrano di notte, in sala prove.
Kook entra parlando troppo, come sempre.
Ara risponde subito, senza lasciarsi intimidire.
E lì cambia tutto.
Non c'è imbarazzo.
Non c'è distanza.
Solo due persone che, sorprendentemente, si trovano subito sulla stessa lunghezza d'onda.
Iniziano a vedersi spesso, quasi senza accorgersene:
prove che finiscono insieme, pause condivise, battute stupide che diventano abitudini.
Ridono tanto. Forse troppo.
E proprio per questo, diventa facile.
Kook non deve trattenersi.
Ara non deve dimostrare niente.
Ma quando finalmente arriva per Ara l'occasione di debuttare, il loro piccolo equilibrio inizia a incrinarsi. Più impegni, più occhi addosso, più regole da seguire.
E quello che prima era semplice... inizia a complicarsi.
Perché è facile brillare quando sei da solo.
Ma quando inizi a farlo insieme a qualcun altro...
rischi di perdere quella luce o di doverla nascondere.