Berenice_Seiza
A venticinque anni Izuku Midoriya torna all'università per finire ciò che aveva lasciato in sospeso. Ha imparato a cavarsela da solo, a studiare in silenzio, a non chiedere aiuto. Ma c'è un esame che continua a fermarlo: inglese. Non perché non lo capisca, ma perché parlarlo ad alta voce lo paralizza.
Il corso è tenuto dal professor Bakugou Katsuki, ventotto anni, insegnante e ricercatore con anni di esperienza tra Stati Uniti e Giappone. Brillante, diretto, poco paziente, Bakugou non tollera le scuse - soprattutto quando riconosce il talento. Dopo aver notato le difficoltà di Izuku, gli impone delle lezioni di recupero individuali, convinto che il problema non sia la lingua, ma ciò che Izuku evita di dire.
Le lezioni diventano uno spazio intimo e teso, fatto di silenzi, sguardi trattenuti e parole scelte con cura. Bakugou spinge Izuku a usare l'inglese per parlare di sé, delle sue paure e del periodo che lo ha portato ad abbandonare tutto. Izuku, lentamente, scopre che è più facile essere sincero in una lingua che non sente del tutto sua.
La vicinanza cresce, così come l'attrazione mai dichiarata. Nessuno dei due la nomina, ma entrambi la sentono. Bakugou combatte contro il ruolo che ricopre e contro il desiderio di avvicinarsi troppo; Izuku lotta con la paura di fraintendere, di voler qualcosa che non dovrebbe.