__dontellmymom__
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Evelyn Montgomery ha una teoria.
Una teoria costruita in vent'anni di pessime decisioni romantiche, appuntamenti disastrosi e uomini che sembrano usciti da una catena di montaggio specializzata in delusioni.
La teoria è semplice: gli uomini sono un problema.
E gli atleti sono il problema elevato all'ennesima potenza.
Per questo, quando arriva alla Evermont University, Evelyn ha un piano molto preciso.
Laurearsi. Portare a termine il tirocinio di fisioterapia sportiva. Stare lontana dai drammi.
E, soprattutto, stare lontana dai Wolves.
Crescere accanto alla sorella Lila le ha insegnato molte cose. Tra queste, che innamorarsi di qualcuno è spesso il modo più veloce per complicarsi l'esistenza.
Evelyn, quindi, preferisce affidarsi ai fatti. E i fatti dicono che non ha tempo per lasciarsi distrarre da un ragazzo con un sorriso pericoloso e un ego sproporzionato.
Peccato che il destino abbia un senso dell'umorismo terrificante.
Perché Kaleb Vance è esattamente il tipo di ragazzo che Evelyn ha giurato di evitare.
Giocatore di basket. Popolare. Arrogante. Pericolosamente affascinante.
Kaleb non crede nelle mezze misure. Vuole vincere. Vuole essere il migliore. Vuole essere scelto.
Sempre.
È cresciuto con un padre che gli ha insegnato che l'amore si guadagna attraverso i risultati, che ogni vittoria vale qualcosa e che fallire non è un'opzione.
Per anni, il basket è stato l'unico linguaggio che abbia mai parlato davvero.
Poi, incontra Evelyn e, improvvisamente, si trova davanti alla prima persona che sembra immune a tutto ciò che normalmente funziona.
Evelyn non si fida di lui.
Ma il vero problema non è che Kaleb possa spezzarle il cuore.
Il vero problema è che, per la prima volta in tutta la sua vita, Evelyn inizia a temere di poterlo consegnare volontariamente nelle mani di qualcuno.
E alla fine, la persona che avevi giurato di evitare diventa quella per cui sei disposto a rischiare la caduta.
Autoconclusivo - 2° libro saga Evermont