LeaRivMusa
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Parigi non è fatta solo di luci. C'è una bellezza che brucia piano, nascosta tra i vicoli umidi e le promesse sussurrate sotto un cielo che non perdona. Anche quando la notte si accende di riflessi dorati e la Tour Eiffel illumina il mondo, esistono anime che restano nell'ombra. Anime che imparano a sopravvivere tra le cicatrici. Esmeralda era luce. Non una luce qualunque, ma quella fragile e abbagliante che sembra appartenere a un altro mondo. La sua pelle chiara come porcellana catturava ogni riflesso, i suoi occhi - uno verde, l'altro celeste - raccontavano una storia che nessuno riusciva davvero a leggere fino in fondo. C'era qualcosa in lei che attirava, che incantava... e allo stesso tempo metteva a distanza. Perché la luce, a volte, fa paura. Jj era fuoco.
Non quello caldo e rassicurante dei camini d'inverno, ma quello che divora, che lascia segni indelebili, che trasforma tutto ciò che tocca. Il suo corpo portava ancora il ricordo delle fiamme: cicatrici sulla pelle, sul viso, nell'anima. Segni che il tempo non aveva cancellato, né addolcito.
Eppure, nei suoi occhi celesti, sopravviveva qualcosa. Qualcosa che non si era spento.
Forse speranza. Forse rabbia. Forse il bisogno disperato di essere visto oltre il dolore.
Non erano destinati a incontrarsi. La luce e il fuoco non si cercano. Si evitano, si temono, si distruggono. Eppure, a volte, il destino si diverte a mescolare ciò che dovrebbe restare diviso.
Succede in un istante. Uno sguardo di troppo. Un respiro trattenuto. Una distanza che smette di esistere. E all'improvviso, Parigi diventa troppo piccola per contenere tutto quello che sta per accadere. Perché ci sono incontri che non salvano.
Bruciano.
E ci sono amori che non chiedono il permesso di esistere.
Nascono tra le crepe, tra le cicatrici, tra ciò che il mondo ha già cercato di distruggere.
Questa è una storia fatta di contrasti.
Di luce che non vuole spegnersi.
Di fuoco che non riesce a smettere di ardere.