giuliettina17
Sull'Isola che non c'è, il tempo non esiste ma le emozioni sì.
E sono l'unica cosa che può distruggerti.
Peter Pan ha sempre vissuto così: leggero, distante, incapace di restare davvero legato a qualcuno. I Bambini Sperduti cambiano, spariscono, vengono dimenticati. Anche i nomi, a volte, si perdono.
Ma Trilli no.
Lei è sempre lì.
Troppo presente.
Troppo intensa.
Ama Peter in un modo che sull'isola nessuno capisce-un amore che brucia, che pretende, che soffoca. E Peter, per questo, l'ha sempre tenuta a distanza: perché Trilli sente troppo... e lui non abbastanza.
Finché qualcosa cambia.
Una notte, dopo uno scontro con Capitan Uncino, Trilli rischia di scomparire. La sua luce si spegne lentamente, come se l'isola stessa la stesse rifiutando.
E Peter... non la dimentica.
Per la prima volta, qualcosa resta.
Il suo nome.
La sua voce.
Il modo in cui lo guarda come se fosse tutto.
Quella memoria diventa un'ossessione.
Peter inizia a cercarla ovunque, anche quando è davanti a lui. Inizia a volerla vicino. A non sopportare quando si allontana. A sentire qualcosa di nuovo, violento, ingestibile.
Non è amore come quello umano.
È più oscuro. Più instabile.
Trilli lo capisce subito.
E per la prima volta... ha paura.
Perché Peter che ama
non è Peter che salva.
È Peter che trattiene.
Che consuma.
Che non lascia andare.
Mentre il loro legame diventa sempre più profondo e distruttivo, l'isola reagisce: le luci si affievoliscono, i Bambini Sperduti iniziano a sparire davvero, e Uncino sembra sapere qualcosa che Peter rifiuta di vedere.
che l'Isola che non c'è non è fatta per l'amore.
E ogni sentimento che cresce lì... ha un prezzo.
Trilli dovrà scegliere:
continuare ad amare Peter, anche se questo la distruggerà,
oppure lasciarlo... sapendo che lui, questa volta, non la dimenticherà mai.