NoraVey_
Giulia Valentini ha diciannove anni quando viene rapita in un territorio controllato dall'ISIS. Figlia di un giornalista italiano che da anni racconta la guerra e le atrocità commesse in quei luoghi, diventa presto una prigioniera troppo importante per essere lasciata libera.
A sorvegliarla viene incaricato Nadir Al-Hassan, venticinque anni, membro dell'ISIS e figlio di uno dei suoi comandanti più importanti.
Nadir è esattamente l'uomo che Giulia dovrebbe temere: freddo, spietato, arrogante e manipolatore. Non prova pietà per lei e non ha alcun interesse a farla sentire al sicuro. Il suo compito è controllarla, impedirle di fuggire e ricordarle continuamente che, lì dentro, ogni decisione appartiene a lui.
Giulia lo odia. Lo teme. Ma si rifiuta di lasciarsi spezzare.
Così tra loro comincia una guerra psicologica fatta di silenzi, provocazioni, minacce e manipolazioni. Giulia cerca di capire come pensare come Nadir per riuscire a sopravvivere; Nadir, invece, comincia a voler conoscere ogni cosa di lei.
Quello che all'inizio è soltanto controllo diventa qualcosa di molto più oscuro.
Nadir diventa ossessionato dalla sua prigioniera.
La sua rabbia quando Giulia gli disobbedisce, la sua gelosia quando qualcun altro le si avvicina, il bisogno di sapere dove sia e cosa stia facendo iniziano a superare i limiti del suo stesso ruolo.
E Giulia si ritrova intrappolata in una situazione ancora più pericolosa: perché l'uomo che dovrebbe essere soltanto il suo carceriere comincia a considerarla qualcosa che gli appartiene.
Tra paura, odio, manipolazione e un'ossessione sempre più difficile da controllare, il rapporto tra Giulia e Nadir diventerà una battaglia in cui nessuno dei due sa più chi stia manipolando chi.
Perché a volte la prigione più difficile da cui fuggire non è quella con le sbarre.
È quella che qualcuno riesce a costruirti dentro la testa.