Melodyy3
Non è una storia di guarigione.
È una storia di resistenza.
Soffocare nell'invisibile nasce da ciò che non si riesce a dire a voce. Racconta quello che accade quando il dolore non si vede, quando i pensieri stringono la gola, quando i legami salvano e feriscono nello stesso momento. Queste pagine non seguono un ordine preciso. Sono frammenti: ricordi, cadute, tentativi, ritorni. Un modo per restare quando sarebbe stato più facile sparire, per dare forma al caos senza addomesticarlo. Non c'è una morale, non c'è una soluzione. Non è un libro per chi cerca risposte. È per chi ha imparato a vivere anche senza.
Per chi ha scoperto che sopravvivere, a volte, è già una forma di forza.
Non so esattamente quando ho iniziato a soffocare.
So solo che per molto tempo ho imparato a farlo in silenzio, senza fare rumore, senza disturbare nessuno. A guardarmi vivere da fuori, come se fossi sempre un passo indietro rispetto a tutto il resto.
Ci sono cose che non si vedono e che proprio per questo fanno più male. Pensieri che non lasciano lividi, ricordi che non hanno un inizio preciso, ferite che non sanguinano ma non smettono mai di tirare. Ho passato anni a convincermi che fosse normale, che fosse colpa mia, che bastasse stringere i denti e andare avanti. Questo non è il racconto di una rinascita. È il tentativo di dare un ordine a ciò che ordine non ha mai avuto. Di mettere su carta quello che ho sempre tenuto nascosto, anche a me stessa. Queste pagine non seguono una linea retta, perché nemmeno io l'ho mai seguita. Sono fatte di ritorni, di contraddizioni, di passi avanti e improvvise cadute. Sono quello che resta quando smetti di scappare e decidi, anche solo per un momento, di restare. Scrivo per non sparire. Scrivo perché sopravvivere, a volte, è l'unica forma di coraggio che conosco.