HEAD_BAND
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Quartiere: Mangwon, Mapo-gu (Seoul)
Seungmin si è appena trasferito in un piccolo appartamento a Mapo-gu con un unico obiettivo: isolarsi dal mondo e concentrarsi anima e corpo sulla sessione d'esami.
I suoi piani, però, vanno in fumo già dalla prima notte.
Dal piano di sotto proviene un baccano infernale: bassi che fanno tremare il pavimento, musica elettronica a volume indescrivibile e strani colpi sordi che non lo lasciano dormire.
Dopo tre giorni di insonnia e tazze di caffè termiche, Seungmin perde la pazienza.
Furioso e con le occhiaie fino ai piedi, scende le scale pronto a scatenare l'inferno.
Ad aprire la porta, però, è Bang Chan: un ragazzo con i capelli spettinati, le cuffie al collo e un sorriso così sincero e dispiaciuto da spiazzarlo. Chan si scusa immediatamente, spiegando di essere un produttore musicale che perde la cognizione del tempo, ma Seungmin, troppo esausto per essere gentile, lo sgrida duramente, intimandogli di fare silenzio perché la sua vita è diventata un incubo.
Chan, colpito dal carattere spigoloso ma magnetico del suo nuovo vicino, decide di farsi perdonare a modo suo. Inizia così una guerra silenziosa (e non solo) fatta di bigliettini di scuse sotto la porta, caffè d'intercapedine e sessioni di studio notturne in cui la musica di Chan, piano piano, inizierà a diventare l'unico rumore capace di far battere il cuore di Seungmin.
boy×boy
smut
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