vioxhz
Ci sono cognomi che non dovrebbero mai incontrarsi, Potter e Riddle. Tutti lo sanno, nessuno lo dice, è una di quelle verità che si sente addosso nei corridoi troppo silenziosi e negli sguardi che si abbassano quando passano troppo vicini.
Priscilla Potter non lo guarda, non dovrebbe, non vuole, non può permetterselo. Il controllo è tutto ciò che ha, tutto ciò che mantiene intatta la sua immagine, il suo nome, sé stessa, eppure lui è sempre lì, dietro di lei, accanto, abbastanza vicino da farsi sentire anche senza toccarla.
Mattheo Riddle non la evita, non lo fa mai. La osserva come se fosse una sfida, come se dietro quella perfezione ci fosse qualcosa che aspetta solo di rompersi, e lui vuole essere quello a farlo, vuole vederla perdere il controllo anche solo per un istante.
Si evitano, sempre, e non funziona mai.
Perché finiscono sempre nello stesso punto, alla stessa distanza sbagliata, intrappolati in qualcosa che nessuno dei due ammetterebbe mai. È una tensione sottile, costante, che cresce ogni volta che si sfiorano senza toccarsi, ogni volta che nessuno dei due si allontana per primo.
Lei lo odia per il suo nome, per quello che rappresenta, per il modo in cui riesce a insinuarsi nei suoi pensieri e restarci, lui la odia perché non cede, perché non si spezza, perché è ancora perfetta.
Ma non per molto.
Perché Mattheo Riddle non è interessato a starle lontano, vuole essere il motivo per cui Priscilla Potter crollerà.