Thiudaraik
La sua neurokatana vibrava come se fosse dotata di coscienza. Non era soltanto un'arma, ma un'estensione del suo corpo e della sua memoria. Ogni incisione sulla lama era un voto rituale, ogni linea un giuramento inciso nel codice. Quando la impugnava, il metallo sembrava respirare, e il respiro si confondeva con quello della città. La lama era collegata al suo sistema nervoso, e ogni emozione, ogni dubbio, ogni frammento di onore corrotto si rifletteva nel suo bagliore. Era una lama vivente, e il samurai era soltanto il suo custode.