fiorellinosbocciato
Elena de Martino si sente costretta ad andare dall'esperta psicologa Paola Tommasini a causa di uno strano incontro. Per strada, un uomo le afferra il braccio e le ridà le chiavi che le sono cadute dalla tasca: e il modo in cui la guarda le ricorda lui, Riccardo.
Attraverso un romanzo che decide di scrivere e di dedicare alla sua psicologa, Elena ripercorre tutte le manipolazioni subite da Riccardo, fin dal loro primo incontro. Ripercorre la prigionia, l'iniziale paura, quello che credeva essere l' "amore" nei confronti di Riccardo.
Scopre, attraverso le sue stesse parole, di essere solo stata vittima delle sue manipolazioni psicologiche, delle torture di Riccardo alla sua psiche. Ripercorre la prigionia in quella stanza al buio, la scatola che fungeva da letto nei momenti in cui "meritava" di essere punita, le proibizioni, la fame... Lei legata nello scantinato, per i primi giorni, con un casco in testa. Il cambio di nome.
"Stanza mia" è un romanzo nel romanzo. Una storia in cui la protagonista cerca di acquisire la consapevolezza che le serve per capire che quello che provava per Riccardo non fosse un vero sentimento, ma puro istinto di sopravvivenza. Una storia nella quale la speranza sembra sparire persino prima che inizi il racconto, ma in realtà non scompare mai. Guida la protagonista, la fa sopravvivere e le dà la forza per compiere il gesto che le darà la libertà.
Una storia che cerca di scavare nella psiche di una donna che è stata rapita, manipolata, soggiogata, "protetta dal mondo", "amata". E che cerca di riscoprire l'amore per la vita e la bellezza della luce dopo tutto quel buio.