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Lorenzo De Santis lascia il Sud con una valigia leggera e un peso più difficile da nominare: quello delle aspettative che la sua famiglia ha già scritto per lui. A Milano si iscrive a Ingegneria, seguendo un percorso che sembra solido, lineare, "giusto". Ma la città non tarda a rivelarsi qualcosa di diverso: un labirinto di strade fredde e luci vive, dove ogni certezza comincia a incrinarsi.
Tra le aule universitarie e una quotidianità fatta di silenzi condivisi, Lorenzo scopre una verità che non aveva previsto: la sua vera urgenza non è costruire ponti di acciaio, ma ponti di parole. La scrittura emerge come una voce intermittente e necessaria, sempre più difficile da ignorare. Intorno a lui si muovono legami fragili e intensi, in particolare quello con Chiara, presenza luminosa e concreta, che sembra comprendere ciò che Lorenzo ancora non riesce a dire ad alta voce.
Ma scegliere sé stesso significa anche tradire ciò che gli altri hanno immaginato per lui. E mentre Milano diventa specchio e prova, Lorenzo si trova sospeso tra due identità: quella attesa e quella possibile. "La distanza delle parole" è il racconto di una lenta disobbedienza interiore, del momento in cui la vita smette di essere ereditata e comincia, finalmente, a essere scritta.