silviaspagnolo02
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Viola ha imparato a bastarsi. Dopo anni in cui l'amore è stato più ferita che rifugio, ha ricostruito una quiete fragile ma sincera: giornate semplici, silenzi che non fanno più male, passi che non chiedono a nessuno di seguirli.
Quando Leonardo entra nella sua vita, non è un colpo di scena.
È un arrivo discreto, inatteso, capace però di spostare tutto.
La loro vicinanza nasce piano: messaggi brevi, confidenze leggere, un invito casuale. E poi una presenza che si fa intimità, quotidianità, abitudine. Accanto a lui, e accanto a Lola - il cane che è il suo punto più vero - Viola riscopre la possibilità di fidarsi, di lasciarsi toccare, di essere vista.
Ma quando la relazione chiede di uscire dallo spazio protetto dell'intimità per confrontarsi con il mondo, emergono differenze profonde: tempi emotivi diversi, bisogni che non si incontrano, una richiesta di stabilità che per Viola arriva troppo presto, che per Leonardo diventa sempre più urgente.
Tra isole che sospendono il tempo, quotidianità condivise e silenzi che pesano più delle parole, l'amore smette di essere solo un luogo sicuro e diventa una prova di identità. Non di resistenza, bensì di responsabilità.
Ed è proprio lì, quando il sentimento chiede di essere abitato, che la mancanza entra in scena. Una mancanza che non distrugge, ma trasforma. Perché alcune persone non restano, ma arrivano comunque nel momento esatto in cui la vita ha bisogno di ricominciare.
È arrivato per ricordarmi che sono viva è il ritratto intimo di una donna che sente tutto e, che impara a riconoscere il proprio battito.
Un romanzo sull'amore che risveglia, sulla perdita che segna, sulla forza invisibile che nasce dal concedersi di amare anche quando si ha paura.
Una storia che non parla di salvezza, ma di ciò che resta - e continua a battere - dopo.