MUOIO
12 stories
Teatro d'Ombre by Lightning070
Lightning070
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Napoli, 1934. Il commissario Ricciardi è scampato alle grinfie dell'OVRA, ma si trova ora a calcare un palcoscenico imprevisto, fatto di relazioni di facciata, menzogne e nuove paure. Mentre si addentra nei corridoi dei circoli di regime, è costretto a mentire anche al dottor Bruno Modo, suo segreto compagno di vita e ancora ignaro che egli si sia tesserato al Partito Fascista per proteggere entrambi. Bruno, nonostante il Partito abbia punito duramente le sue intemperanze, continua a esprimere il suo dissenso a voce pericolosamente alta, incurante delle ripercussioni e sempre più insofferente al clima politico oppressivo. In questo teatro d'ombre sempre più cupo, in cui nuovi attori si uniscono ai vecchi, si staglia la scomparsa di un noto architetto di regime, sulla quale Ricciardi viene incaricato suo malgrado d'indagare. Il caso si fa contorto fin da subito: si aprono nuovi orizzonti investigativi e tutti sembrano puntare proprio verso Roma, là dove le ombre prendono corpo e camminano tra piazze gremite, vestigia dissepolte e quartieri sventrati, facendosi più fitte e reali che mai... [Sequel de La Ruota degli Angeli] [La storia è segnalata come "per adulti" per la presenza di tematiche delicate e/o controverse e per il delicato periodo d'ambientazione.]
Il nome che ti darò (domani) by Lightning070
Lightning070
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Una raccolta di one shot/storie brevi su Ricciardi e Bruno, sia autonome che blandamente collegate alla storia principale, 'La Ruota degli Angeli'. Introspettivo, romantico, erotico, umoristico, slice of life, angst... insomma, di tutto un po' sui miei Polli Partenopei Prediletti (PPP) e non solo loro!
La finestra senza sole by Lightning070
Lightning070
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Napoli, 1933. Il dottor Modo, come suo solito, non si cura di nascondere l'astio verso il regime e finisce per essere arrestato dai fascisti, in attesa di essere mandato al confino - o peggio. Il commissario Ricciardi, recluso nella sua solitudine volontaria dacché vede i morti, si rende conto di non poter tollerare di perderlo - tanto meno di vederlo unirsi alle schiere di spettri che già popolano il suo mondo. "Sa benissimo a cosa dovrebbero essere associate quelle sensazioni, quei sentimenti (ha paura a dare loro un nome) lui che si proibisce di provarli con chiunque e rifugge il mondo dei vivi (perché i morti sono spaventosi, sì, ma semplici e immutati, mentre le persone cambiano e lui non riesce a stare loro appresso). Sono spaventose, le persone, i sentimenti; quelle stesse cose che legano i morti al mondo dei vivi." [Leggibile singolarmente, prequel spirituale de "La Ruota degli Angeli"] [Una storia nata nella noia estiva, dalla carenza d'ispirazione e dalla disperata e non del tutto infruttuosa ricerca di qualcosa di decente su RaiPlay. Accuratezza storica in linea col canone, ovvero molto labile // Caratterizzazione si spera migliore di quella degli sceneggiatori di Boris // Una vena sentimentale lunga come l'Autostrada del Sole // Titoli gentilmente concessi dai Pinguini Tattici Nucleari // Provo nuovi stili tra cui non descrivere ogni granello di polvere // Perché la qualità c'ha rotto il ca**o (cit.)]
Tutta colpa d'Alfredo by Lightning070
Lightning070
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Napoli, 1929. Il dottor Bruno Modo collabora in qualità di medico legale per la Regia Polizia ormai da quattro anni. Da quattro anni lavora anche fianco a fianco con il commissario Luigi Alfredo Ricciardi: un uomo schivo e melanconico, poco loquace, ma con una verve briosa nascosta che mostra solo ai pochi che se la sanno guadagnare. Bruno, dopo quattro anni, sembra esserci riuscito. Ed è a quel punto che la sua vita va fuori rotta. [commedia erotica, ma con poca commedia // un pizzico di giallo // un altro pizzico di giri mentali // un etto abbondante di contesto storico poco piacevole // q.b. di tensione sessuale irrisolta o risolta male] P.S. La storia parte leggera come l'aria e va poi a toccare temi molto sensibili e argomenti scomodi, trattati in maniera a volte cruda e influenzati dall'epoca storica che rende il politically correct un miraggio. Consiglio la lettura a un pubblico adulto e consapevole, e di tenere d'occhio i trigger warning posti all'inizio dei capitoli più delicati.
Un corpo e mezzo by Lightning070
Lightning070
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Napoli, 1925. Luigi Alfredo Ricciardi, ispettore di polizia fresco di nomina, affronta la sua prima indagine sul campo, ma una serie di imprevisti renderà il suo primo giorno di lavoro decisamente difficile da gestire, soprattutto per via di un certo medico legale che pare averlo preso in spiccata antipatia... [Giallo // Storia breve // Comico // Storico]
Confondevo il tuo cuore coi tuoni by Lightning070
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Napoli, marzo 1944. Fuori, il mondo trema sotto i passi di giganti invisibili. Un rimbombo dopo l'altro, ordinate file di ordigni punteggiano strade di esplosioni. Le seguono scie di grida nere e distorte, che solcano l'aere come arpie stridenti, attutite da metri e metri di tufo e muratura. Ripubblicata in occasione del 25 aprile 2025.
Dimmi cosa temi, in che cosa credi (la mia risposta sei tu) by Lightning070
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Napoli, 1934. Quando Rosa si spegne, Bruno si trova a dover dare la cattiva notizia a Ricciardi e a offrirgli tutto il conforto di cui è capace, tentando di rimanere in bilico sulle labili linee su cui ha continuato a camminare finora il loro rapporto. <i>«Luigi.» Ricciardi, a quel suono estraneo, uno sparo nel niente sebbene sia un richiamo sommesso, sobbalza e si volta di scatto, le mani nervose nascoste come sempre nelle tasche del soprabito. Si rilassa per una frazione di secondo nel riconoscerlo, per poi strizzare di nuovo i lineamenti in un'accozzaglia contratta d'emozioni. Bruno glielo legge in faccia, che ha capito.</i> [Missing moment (alternativo) de "La finestra senza sole" // Ricciardi/Modo // HurtComfort // PiùOMenoPlatonic]
La differenza tra ciliegie e amarene (me l'hai insegnata tu) by Lightning070
Lightning070
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Napoli, 1934. Dopo il lutto di Rosa, Ricciardi è più sereno e, forse, finalmente pronto a fronteggiare tutte le faccende rimaste in sospeso tra lui e Bruno. Ad accompagnare discussioni scomode, però, cosa c'è di meglio di un buon caffè? [Ricciardi/Modo // Fluff // Slice of life // Missing Moment] "Quando fa cose che sa per certo essere stupide, Bruno cerca di non rifletterci troppo su. E, dato che ciò tende a capitare piuttosto spesso, tende a vivere ogni giornata un nun te ne fa' alla volta. Abbraccia quella tinta d'idiozia del proprio essere come abbraccerebbe una qualunque altra dottrina poco sensata. Di fatto, a parer suo, tutte eccetto quella medica, che almeno un poco di senso pratico lo tiene."
Esser felici (dura il tempo di un ballo) by Lightning070
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Bruno ha bevuto molto più di quanto avrebbe dovuto. Ha un concerto di scintille negli occhi, un'esplosione di rossi in viso, e la sua risata è alta, una sinfonia di suoni storti che intervallano sempre più spesso le canzoni, riempiendo le orecchie e il petto nelle strade semi deserte di Napoli, dove un vento dolce di primavera intiepidisce la notte. Ricciardi non ha bevuto così tanto, né ne sarebbe mai capace, ma rigagnoli d'ebrezza gli infiammano comunque le gote e la vista gli traballa un po'; le sue gambe sono un poco troppo fluide, s'ingarbugliano come volessero ballare una musica nota soltanto a loro, che si interseca col canticchiare allegro di Bruno. [Slice of life // Fluff // Un grammo d'angst // Ricciardi/Modo]
Naviga dentro i miei mari (o anche, imparare a naufragare) by Lightning070
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Di situazioni impudiche, caffè ammiccanti, mutande non troppo osé, docce non storicamente accurate, problemi di gestione fisica delle emozioni e risoluzione non ortodossa di suddetti problemi. "A Ricciardi non capita spesso di pensare a Bruno nudo. A voler essere sinceri, non crede di averci mai pensato, almeno non nelle ore di veglia; ma Bruno, quella mattina, decide di risparmiargli il disturbo di sforzare troppo la fantasia." [Ricciardi/Modo // soft!smut // Missing Moments]