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Questo non è un diario. È l'anamnesi di una nostalgia che ha sbagliato epoca.
Referto Quarantadue è il tracciato vitale di un vuoto che sa di casa.
In queste pagine, il tempo non è un confine invalicabile, ma una distanza da perdonare. È la cronaca di un legame che non possiede un corpo, eppure ha la stessa vulnerabilità di un battito.