ilcanaledelcasa
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Nel 1999, a Casa del Po, Alberto Medici ha vent'anni e una vita che sembra già scritta a matita: turni da cassiere in libreria, sogni di carta, una fidanzata-Giada-che gli prende la mano quando lui inciampa nei propri pensieri. È un ragazzo che vuole diventare scrittore, ma intanto fa i conti con una casa vera, pesante, quella dei nonni paterni: quattro mura che dovrebbero restare in famiglia e invece stanno per essere vendute. Ogni giorno è uguale e ogni giorno cambia qualcosa, perché i messaggi dei genitori arrivano come punture-brevi, educati, eppure capaci di far male-e Alberto risponde sempre troppo, o troppo tardi. Scrive email a una casa editrice con la stessa devozione con cui si prega, infilandoci una dedica ai nonni come se le parole potessero trattenere ciò che se n'è andato. Con sua sorella e i genitori di Giada respira meglio; con suo padre, no. La vacanza a Las Vegas diventa una fuga pulita, la promessa di un futuro semplice: divertirsi, chiedere a Giada di andare a vivere insieme, lasciare la casa alle spalle. Ma il deserto non fa sconti a chi arriva con il cuore pieno di crepe. Sulla strada per la diga, basta un attimo. E l'America, all'improvviso, smette di essere una cartolina.
Ricordare a volte può essere più difficile di voler dimenticare?