Attardos
Durante un'esecuzione pubblica, una creatura innominabile irrompe nella piazza e trasforma il rito della giustizia in un massacro. Non uccide in modo indiscriminato: alcuni vengono sventrati con precisione rituale, altri marchiati e lasciati in vita, come se fossero parte di un disegno più ampio.
Emma, una delle sopravvissute, porta sul corpo il segno della creatura. Il marchio non guarisce e non tace: è un legame attivo, un richiamo che la connette a un rituale incompleto e a un potere che continua ad agire nell'ombra. Essere sopravvissuta non significa essere salva.
Lucas, legato alle vittime e agli eventi della piazza, viene arrestato e rinchiuso. Bendato, isolato, privato di ogni riferimento, viene interrogato da due figure che incarnano il volto umano del potere: un sacerdote, che parla di ordine e necessità, e un profeta, che non chiede risposte ma le anticipa. A Lucas non viene chiesto di confessare, bensì di collaborare, di scegliere chi proteggere e chi sacrificare.
Mentre la città tenta di ricomporre l'apparenza dell'ordine, emerge una verità più inquietante: la creatura non è il vero mostro. È solo uno strumento. Il vero orrore risiede nel sistema che la utilizza e nelle scelte silenziose che trasforma uomini comuni in complici.
In un mondo dominato da rituali, fede e menzogne necessarie, la salvezza ha un prezzo - e nessuno può uscirne innocente.