suchaGandhi
La sola certezza che accompagna Vasilisa è l'incertezza del mondo tangibile.
A seguito di un trauma, il suo cervello fatica a delineare un confine tra realtà e immaginazione, rendendola succube dei suoi stessi incubi e delle sue visioni. Fluttua costantemente in bilico tra verità e inganno, divorata dalla sua stessa abilità di mentire, manipolare e giocare con le proprie vittime.
Il viaggio attraverso sé stessa la porterà ad aprire porte rimaste chiuse per dei ragionevoli motivi, costringendola allo stesso eterno loop di fuga e inganno dal quale ha tentato di allontanarsi invano.
Vasilisa d'altronde è la Kitsune bianca. Il suo destino è scritto nel suo nome.
È questa la leggenda che l'accompagna fin dalla più innocua età. Così fu rinominata da Gonshiro Yokumura quando venne presa sotto la sua ala paterna. La figura mitologica appartiene alla cultura orientale da epoche ormai antiche: una donna mutaforma dalle nove vite, letale e sensuale come il canto d'una sirena, s'insinua nelle menti umane per nutrirsi del caos e delle più recondite paure.
E per quanto fragile, di Vasilisa mai nessuno ha osato contraddirne la natura.
𝗔𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: per una visione più ampia della storia è consigliata la lettura de "Il Filo Bianco", presente sul medesimo profilo. "Il gioco della Kitsune" è ambientato una ventina di anni prima.
Ogni parte della storia sarà composta da sette capitoli in riferimento al nome della figlia della protagonista, "Nana" ossia "sette" in giapponese.