Sophie_Richards
Fu allora che la vide per la prima volta.
Aveva i capelli incollati alla fronte, la pelle sottile e arrossata dal freddo. Somigliava ad uno stelo bagnato, e sorrideva troppo per quelle sfortunate circostanze. Sembrava emozionata per qualcosa che Taehyung non riusciva ad immaginare, qualcosa che le invidiò immediatamente, e che lo rese curioso marcio.
Lei intercettò il suo sguardo e si voltò a ricambiarlo.
«Piove di brutto, eh?» gli domandò. Sì, gli stava parlando con quei grandi occhi scuri e sconosciuti, così diversi dai suoi. Ma quando lui non le rispose, spiazzato, la ragazza sembrò realizzare che aveva appena rivolto la più banale delle domande ad un essere umano di rara bellezza.
Sofi - così si chiamava - trasalì. Come ricordandosi improvvisamente di essere fradicia ed impresentabile, portò una mano al viso nel vano tentativo di pettinare quelle acciughe spioventi che le impiastricciavano le guance, e si pentì della sua sfrontatezza, del suo eccessivo entusiasmo, di aver guardato una creatura così bella.
C'era qualcosa di soffuso nei lineamenti di quel ragazzo, qualcosa di gaussiano che lo rendeva impalpabile, come il più bello e remoto dei sogni mai sognati.