Elenco di lettura di magicsnowsky
2 stories
Chiave: verità e menzogna by SlyCooper17
SlyCooper17
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(In revisione) Primo volume. Pip vive con i genitori in un piccolo villaggio del Vietnam e in seguito a un doloroso lutto entra in possesso di un misterioso flauto. Questa scoperta segnerà l'inizio di un lungo viaggio verso Londra, durante il quale lui e la madre saranno coinvolti in una fitta rete di inganni e tradimenti. Il rapimento di uno dei due fa da preludio, nella caotica Roma, all'entrata in scena della famiglia Bacco. Uno dei suoi componenti nasconde un segreto che porterà a inevitabili conseguenze. A Mestre un giovane e intraprendente giornalista scopre questo sconvolgente scheletro nell'armadio ed è disposto a tutto per renderlo pubblico, finendo in una spirale di violenza e corruzione. Gira la chiave, apri la porta e tuffati in un mondo in cui la verità è celata in un cumulo di brucianti menzogne. Amori, intrighi e segreti sono i protagonisti di un'opera in cui tre storie si svolgono in parallelo e s'intrecciano tra loro, dando vita a un'avventura unica. Cover creata da Angel Blue e modificata da @Maggie_Maeg . Banner/banner gif creati da @EisblumeR (vecchio profilo @Rose_Myers_ ). Libro recensito da @Ale2056 e da @quodvislibris .
Chi sta male non lo dice by francescawhitebait
francescawhitebait
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Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie di più di quanto ti dà. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al laboro rinunciando così alla vita. Dove chi non riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l'odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall'Africa per "na Poto", l'Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un pó più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l'amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. "Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri" le ripete continuamente. Ma pian piano quell'amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un'ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempe qualsiasi vuoto - ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel -, ma poi si porta via tutto.