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2 stories
Operazione V.O.D.K.A. by BloodySimiux
BloodySimiux
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Palazzo d'Inverno di Pietro I, San Pietroburgo - 3 Gennaio 2008 L'operazione V.O.D.K.A. è pronta per essere messa in atto. - Amelia Drastikova è una ragazza con un trascorso familiare non dei migliori, si ritrova sola, nel suo studio, nelle sue letture, nella sua rabbia repressa. Allontanatasi dalla sua famiglia benestante, decide di trasferirsi e lavorare per non dover dipendere mai da nessuno. Il giorno del suo compleanno, però, riceve una lettera: suo padre, Vladimir, è stato rapito e, nonostante lei non abbia perdonato il passato, si impegna, per principio, a voler arrivare a capo della faccenda. Quello che non sa, è che dietro questa storia c'è molto più di quanto lei stessa potesse mai immaginare. Tra nascondigli, indovinelli, trappole, sfide e, ahimè, anche una buona dose di passione, Amelia incontrerà sulla sua strada ostacoli, persone di cui fidarsi e persone di cui diffidare completamente, ma soprattutto, si renderà conto di non essere l'unica coinvolta. L'operazione V.O.D.K.A. è iniziata, e tutti ne fanno parte. • "Le piccole cose hanno la loro importanza: è sempre per le piccole cose che ci si perde." Fëdor Dostoevskij • Cover a cura di @-aackles • -BloodySimiux
Obbligo o Verità? by LaviniaAzzaretti
LaviniaAzzaretti
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ABSTRACT Sognava il successo, i concerti negli stadi, gli applausi, i dischi di platino e le premiazioni ai Grammy. Peter sognava la musica, e lo faceva in grande. Niente di ciò fu mai realizzato e il suo ricordo visse solo nella mente dei componenti della sua band... e in Eloise, la giovane chitarrista del gruppo con una cotta un po' troppo evidente per Peter. ESTRATTO Abbassò lo sguardo e appoggiò i suoi meravigliosi occhi su di me. Non riuscii a trattenermi dall'avvicinarmi a lei e darle un bacio sulla guancia. "Ci vediamo domani Elle" le sussurrai. Sapevo l'effetto che le facevo. Anche lei mi faceva un certo effetto... il mio cuore tremava sopra di lei. Era bellissima. Sussultò e tra i denti, un po' intimidita, tentennò un "a domani" e uscì velocemente dalla macchina, chiuse la portiera e corse sotto la pioggia verso la tettoia all'ingresso di casa. Restai a guardarla mentre apriva la porta e lì, ancora avvolto dalla leggerezza e spensieratezza di Eloise, dalla sua bellezza, della semplice conversazione che avevamo appena avuto, parcheggiato davanti a casa sua, sotto la fredda pioggia di Portland, mi misi a pensare. Era appena passata un'altra giornata di scuola, un'altra giornata della mia vita in cui non mi sentivo niente di più di quello che ero il giorno prima. Un'altra giornata che mi sembrava sprecata e in cui avevo semplicemente finto che andasse tutto bene, finto di essere ancora Peter, di non avere i giorni contati: Peter che suona, che canta, che conosce tutti a Portland, che fa il simpatico, che ama stare al centro dell'attenzione, che ha solo diciotto anni. Peter che stravede per l'incredibile bellezza degli occhi di Eloise. Peter che non ha un tumore al cervello... Peter che non sta per morire. E sotto quella pioggia, con le mani messe sul volante, con l'auto parcheggiata di fronte alla casa della ragazza più bella di tutta la mia vita, mi sentivo un bambino con una grandissima voglia di piangere. E piansi.