CappRosso
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E se Dream non fosse stato liberato nel 1988, ma nel 2025?
In un mondo dominato da fake news, propaganda algoritmica, paranoia collettiva e complotti virali, l'umanità continua a sognare. Ma non sogna più come un tempo.
Miliardi di persone alimentano ogni giorno nuove mitologie condivise: antichi dèi trasformati in meme, angeli galattici nati su TikTok, pseudoscienza elevata a fede, teorie del complotto mutate in religioni digitali. I social network non si limitano più a diffondere idee: modellano desideri, paure, identità e realtà percepita. La guerra ibrida combatte ormai dentro le menti. L'informazione è diventata un'arma spirituale. E l'intelligenza artificiale produce arte, volti, storie e sogni sintetici che mettono in discussione la creatività umana.
Nel frattempo, sotto le fondamenta marce di una villa dimenticata d'Inghilterra, il Re dei Sogni è rimasto imprigionato per oltre un secolo.
Il mondo è andato avanti senza di lui.
O forse no.
Perché qualcosa continua a muoversi nel subconscio collettivo. Qualcosa cresce nel rumore infinito della rete, nei deliri condivisi, negli incubi virali, nelle narrazioni costruite per manipolare intere nazioni. Governi, oligarchi, occultisti e strateghi comprendono finalmente ciò che antichi maghi avevano intuito secoli prima: controllare il sogno significa controllare la realtà.
E quando la prigione di Dream viene infine aperta, nel cuore di una nuova guerra invisibile, il Signore dei Sogni si ritrova davanti a un'umanità profondamente cambiata. Un'umanità che forse non distingue più il vero dal falso. E che, forse, ha bisogno degli dèi e dei miti più che mai... per non dimenticare cosa significhi essere umani.
Temi sensibili: violenza, morte, sparatorie.