sassenach08
Esiste un luogo chiamato mente, ultraterreno e fantastico, dove tutto è possibile e ogni atto è lecito. Non ci sono giudici, non ci sono leggi, c'è solo ciò che vuoi, e un boia che decapita il conformismo del mondo.
Puoi essere tutto ciò che desideri, da qualche parte nella tua mente.
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Ricordo ancora il modo in cui il coltello affondava nella sua pelle, il dolcissimo suono del sangue che sgorgava, le sue mani supplicanti e i suoi occhi... oh, i suoi occhi, la scintilla di orrore e stupore che pervase quel viso da bambino.
Un viso ormai spento.
Evan era luce, dolcezza, sorrisi, delicatezza. Era il caffè caldo la mattina, il mare d'estate, il sole sulla pelle. Era baci sulle labbra, dita moleste nei vestiti, il profumo del dopobarba che accompagnava il mio sonno. Era i capelli arruffati al mattino, i brividi lungo la schiena e il rotolarsi nel letto facendo l'amore.
Evan era amore.
Evan, era.
"Sei la mia luce", mi diceva, credendo fossi la sua alba, ma non ero altro che l'imminente crepuscolo. Ed io credevo potesse salvare quest'anima corrotta e maledetta, ma la sua illusione mi aveva contagiata.
Era un uomo fatto di mille speranze. Diceva che ero il suo fiore; rifugiava la testa tra i miei capelli e ne aspirava l'odore, perdendosi in quel fitto buio, ma l'eccesso di delicatezza a me fa male. Mi tortura e mi uccide. E' per questo che ho fatto ciò che era necessario.
Non avevo altra scelta.