lenastories_
Riccioli rosso sangue che sfiorano il pavimento e che ti conducono a una dolce e sinuosa figura distesa su un letto.
Violette.
Una giovane donna che fa la barista di giorno e di notte la chitarrista migliore di una band a Parigi.
Trascorre le sue serate a suonare in vari locali per tutta la città, seguendo la passione e lo spirito libero dei suoi genitori.
È cresciuta in una famiglia spoglia, a volte priva completamente delle cose essenziali, beni di prima necessità.
Dopo l'incidente avvenuto qualche anno prima, dove si è ritrovata completamente sola, la musica l'ha accolta. Tra qualche corda scordata di una chitarra e qualche tasto schiacciato qua e là di una vecchia tastiera trovata per strada, lei ha imparato a sopravvivere.
Il suo unico pensiero diventa il guadagnarsi qualcosa, affinché riesca a raggiungere la fine di una semplice giornata, per qualcuno semplice ma estremamente complicata per lei, ed è così che passa le cose più terribili e raccapriccianti possibili: tra abusi psicologici e fisici si rinchiude in sé e si ritrova a dover imparare a lottare, per prima contro se stessa e i suoi rimpianti.
Tra topi, muffa, pareti grigie e freddo continuerà a cercare e inseguire quella speranza di vita. Il momento in cui smetterà di sopravvivere e inizierà a vivere, a farlo davvero.
Un giorno l'amore le busserà alla porta e in cambio le chiederà solo un caffè.
Tra bigliettini e sguardi contornati da sorrisi, Violette sembrerà più vicina alla felicità, quella che, forse, la salverà dall'opprimenza del mondo.