whyiamjane
Se il destino ha insegnato qualcosa a William Andrew Solace all'alba dei suoi venticinque anni,
è che ci sono storie che non finiscono mai per davvero, anche quando credi che dopo l'epilogo ti attenda una pagina vuota.
Ci sono città che custodiscono ciò che hai perso, anche quando non sai di starle cercando.
E poi ci sono quegli addii che durano appena lo spazio di un ritorno.
Addii che in realtà sussurrano:
"Aspettami, torno subito."
Dal testo:
" [...] Will all'inizio vede solo una figura che emerge dall'ombra del locale: spalle esili, una maglietta scura troppo grande arrotolata sulle braccia, i capelli neri un po' più lunghi di come li ricordava. Sta cercando di non sorridere, ma Will riconosce la leggera fossetta isolata a sinistra che gli spunta ogni volta che si trattiene.
Poi, alza lo sguardo.
Gli occhi scuri di Nico si allargano impercettibilmente. Will riuscirebbe indicare il momento esatto in cui Nico capisce che il loro ricordo smette di essere tale e torna a occupare spazio nel presente. Lo riconosce, perché è quello che sta accadendo anche a lui.
Il biondo percepisce sulla pelle il suo sguardo, è un come un marchio a fuoco, che indugia sui dettagli nuovi (le lentine, la barba accennata, i muscoli più evidenti) e poi tornano su, inchiodandosi ai suoi.
E sono gli stessi di sempre. Una certezza solida che il tempo non ha potuto scalfire.
Troppo azzurri per essere veri.
Troppo scuri per essere cattivi.
"Will..."
È poco più di un soffio. Troppo fioco per essere realmente sentito, ma è quello che basta per permettergli di respirare ancora una volta, per smettere di affogare da quelli che gli sembrano anni.
"Ciao, Nico." [...] "
🎯; Au¡Solangelo ; SongFic¡
🎯; Allert¡Smut ; Allert¡triggerwarning
- I personaggi non sono di mia invenzione ma appartengono alla saga di Rick Riordan.
[ Prima data di pubblicazione 2/01/26 - ... ]