arialanewriter
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Adelia non è mai appartenuta davvero a Napoli.
Arrivata anni prima da un'altra città, ha imparato a muoversi con discrezione in una realtà che non le somiglia, restando sempre un passo indietro rispetto a un mondo fatto di violenza e silenzi. L'unico legame autentico che ha costruito è con Rosa Ricci, diventata negli anni una sorella scelta.
È attraverso Rosa che Adelia ha conosciuto Ciro Ricci: non come un ragazzo, ma come una presenza ingombrante. Figlio di un boss della camorra, cresciuto nella rabbia e nel controllo, Ciro l'ha sempre trattata con freddezza e durezza. Non perché lei fosse fragile, ma perché era troppo pulita per il suo mondo, troppo distante da ciò che lui è.
Ma la verità che Ciro non ammette è più dolorosa:
lui sa che Adelia non lo guarderà mai.
Non come si guarda un uomo da scegliere, da amare, da immaginare nel futuro. Lei lo vede, lo comprende, ma resta fuori dalla sua orbita. E per uno come Ciro, abituato a imporsi con la forza, essere invisibile agli occhi di qualcuno è una sconfitta insopportabile.
Quando Rosa e Adelia vanno a trovarlo in carcere, l'incontro è carico di silenzi. Ciro osserva Adelia con attenzione, lei ricambia con educata distanza. È in quello sguardo neutro che Ciro comprende quanto sia inutile odiarla.
Fuori, Rosa le confessa che Ciro uscirà tra pochi giorni. Adelia si congela: l'assenza aveva creato una distanza sicura, e ora sta per finire.
Ciro esce senza illusioni. Non è cambiato, né vuole esserlo. Il suo mondo lo reclama, la violenza resta una costante. Eppure Adelia continua a orbitargli attorno, per Rosa, per le circostanze, diventando una presenza che lo destabilizza più di qualsiasi nemico.
Il loro rapporto nasce storto: fatto di scontri, parole taglienti, tensione trattenuta. Ciro la provoca e la respinge, perché avvicinarla significherebbe sperare. Adelia non lo salva, non lo idealizza, non cade ai suoi piedi.
Ed è proprio questo a distruggerlo.